Forestale 2





IL CORPO FORESTALE E LE AREE PROTETTE

Il Corpo forestale dello Stato gestisce attualmente 134 aree protette per una superficie totale di più di 100.000 ha contribuendo così in modo significativo al sistema nazionale delle aree protette.

Il rapporto tra il Corpo forestale dello Stato e le aree protette ha radici profonde. Nel 1922 venne affidata alla Forestale la gestione del Gran Paradiso, il primo parco nazionale italiano.

Contemporaneamente altri terreni e beni che la Casa Reale possedeva vennero trasferiti all’Azienda speciale del demanio forestale di Stato in seguito diventata Azienda di Stato per le Foreste Demaniali (ASFD).

Per l’amministrazione del Parco Nazionale d’Abruzzo, istituito nel 1923, venne creato un apposito ente. Successivamente, nel 1933, l’amministrazione del Parco d’Abruzzo passò all’ASFD per ritornare all’ente autonomo nel 1950. Nel 1947 anche il Parco Nazionale del Gran Paradiso passò in amministrazione ad un ente autonomo.

Nel frattempo erano stati creati altri due parchi, quello del Circeo (1934) e quello dello Stelvio (1935), affidati entrambi all’ASFD come anche il Parco Nazionale della Calabria istituito nel 1968.

A quei tempi l’azione dello Stato nell’istituzione di aree protette è stata episodica e frammentaria e mancava un quadro normativo di riferimento. Nonostante ciò l’Amministrazione forestale ha non solo promosso l’istituzione di 132 riserve naturali, gestite dall’Azienda di Stato per le Foreste Demaniali, ma ha anche stimolato ed alimentato il dibattito sull’esigenza di porre sotto tutela il territorio andando a costituire la prima ossatura della rete italiana delle aree protette. Ciò avveniva in una fase storica nella quale la pressione sull’ambiente naturale era enormemente aumentata dallo sviluppo economico e demografico. Solo a tale impegno si deve la sopravvivenza di molti habitat e specie che sarebbero stati altrimenti cancellati e i nuclei centrali e naturalisticamente più interessanti di gran parte degli attuali parchi nazionali e regionali sono costituiti spesso da queste riserve naturali.

L’articolo 83 del DPR n.616/1977, nel trasferire alle Regioni le funzioni amministrative concernenti la protezione della natura, le riserve ed i parchi naturali, faceva salva, tuttavia la competenza statale nell’individuare nuovi territori sui quali istituire riserve naturali e parchi di carattere interregionale e per svolgere funzioni di indirizzo e di coordinamento. Venivano inoltre conservati allo Stato, in attesa di una legge quadro, i beni classificati come parchi nazionali o riserve naturali statali.



A partire dagli anni ’80, invece, si è verificata una profonda trasformazione dell’atteggiamento culturale nei confronti dell’ambiente che ha portato il bene natura ad assumere un ruolo fondamentale nella scala dei bisogni umani, in quanto portatore di valori indispensabili per la vita stessa dell’uomo. Tale mutato atteggiamento culturale ha favorito una importante produzione legislativa anche in materia di protezione della natura.

In tale nuovo contesto la legge n. 349 del 1986, istitutiva del Ministero dell’Ambiente, trasferì ad esso le competenze originariamente proprie del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste in tema di parchi e di individuazione delle zone di importanza naturalistica nazionale ed internazionale.

Si è tuttavia dovuti arrivare agli anni ’90 per assistere alla nascita di una “politica” per le aree protette e, dopo una “gestazione” parlamentare di svariati anni, ha visto la luce la legge quadro sulle aree protette n. 394 del 1991.

Acquerino
Agoraie di Sopra e Moggetto
Bosco della Mesola
Bosco della Fontana
Circeo
Collemeluccio
Cucco
Duna Feniglia
Foresta Umbra
Giganti della Sila
Grotticelle
Isola di Montecristo
Lago Pantaniello
Montedimezzo
Monte Velino
Orrido di Botri
Parco Nazionale della Calabria
Rio Bianco
Salina di Margherita di Savoia
Sasso Fratino
Val Grande
Valle delle Ferriere
Valle dell'Orfento
Vallombrosa
Vincheto di Cellarda

ATTIVITA’ OPERATIVE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO

Protezione civile e soccorso in caso di calamità

 La presenza qualificata del Corpo Forestale dello Stato, che ha sempre svolto per tradizione ed istituto importanti attività in materia di protezione civile, rappresenta I' implicito riconoscimento della particolare ed insostituibile funzione che esso svolge nel settore della tutela ambientale e dello sviluppo del territorio e delle popolazioni montane. 

In occasione dei più recenti eventi disastrosi il Corpo Forestale dello Stato ha operato con grande impegno e spirito di sacrificio, rivelandosi componente essenziale negli interventi di soccorso e assistenza nelle zone montane.

In occasione dei terremoti che hanno colpito nel 1976 il Friuli, nel 1980 la Campania e la Basilicata, nel 1997 l’Umbria e le Marche il Corpo Forestale dello Stato ha dato il proprio contributo nelle attività di soccorso alle popolazioni. Nel 1980 più di 600 uomini, provenienti da ogni regione italiana, sono intervenuti con 200 automezzi a portare immediato soccorso alle popolazioni colpite dal sisma. 

La conservazione del patrimonio boschivo, la difesa del suolo e dell'ambiente sono esigenze di interesse generale che incidono sul benessere e sulla stessa incolumità delle persone. Una struttura specializzata in materia, agile per la sua conoscenza del territorio e la capacità di muoversi nelle zone montane di difficile accesso, può dare contributi preziosi per la prevenzione, il soccorso e la ripresa socioeconomica nelle zone colpite da calamità.

Il servizio Antincendi Boschivo

Il Servizio Antincendi Boschivo del Corpo Forestale dello Stato è organizzato in una struttura centrale di coordinamento e da strutture operative, presenti in tutte le Regioni a statuto ordinario. 

E' articolato in due componenti: di terra e di volo.

L'organizzazione terrestre è composta da 15 Centri Operativi, localizzati nei capoluoghi di regione, e da 44 Gruppi Meccanizzati di alta specializzazione e pronto impiego dislocati nei punti strategicamente rilevanti per la difesa dei boschi dagli incendi, dotati di idonei mezzi antincendio.
Il Centro Operativo Aeromobili del C.F.S., costituito nel 1979, ha all’attivo 60.000 ore di volo, ha partecipato a tutte le calamità naturali e indotte occorse al Paese e affianca abitualmente il personale a terra in tutte le attività di Istituto. Il C.O.A., con un effettivo di 150 elementi, è dislocato in 5 sedi operative in tutta Italia e dispone di una flotta di volo di 9 elicotteri AB 412 e 12 NH 500.

Gli elicotteri, impiegati per la prevenzione e la lotta contro gli incendi boschivi, effettuano interventi diretti di spegnimento, trasporto di persone ed attrezzature, coordinamento con altri aeromobili e guida delle squadre a terra durante lo spegnimento.

Nel periodo estivo, quando si registra la maggiore pericolosità degli incendi boschivi nelle regioni centro-meridionali, vengono attivate 3 basi periferiche (Cecina, Pescara, Pontecagnano), in aggiunta a quelle di Roma Urbe e Rieti:.

Nel periodo invernale, quando gli incendi boschivi interessano prevalentemente le regioni del nord, i mezzi vengono dislocati a Belluno, Bergamo ed in Liguria.

Per lo spegnimento degli incendi boschivi, gli elicotteri operano con un secchio al gancio baricentrico che, nel caso dell'elicottero AB 412 scarica circa 900 litri, mentre quello dell'elicottero NH 500 ha una capacità di circa 500 litri.

Gli elicotteri, così attrezzati, prelevano l'acqua anche da piccoli invasi, da corsi d'acqua, da piscine, da vasche elitrasportate. L'efficacia dello sgancio d'acqua è influenzata dalle condizioni tecnico - operative delle zone d'intervento, ma gli equipaggi forestali, grazie all’esperienza maturata con ore di volo, esercitazioni, ed impiego, sono dotati di grande esperienza e di tecniche operative tali da riuscire a colpire i focolai con grande precisione.

Tra le strutture centrali di coordinamento, dal 1992, opera la Sala Operativa Centrale del Corpo Forestale dello Stato, che ha sede presso la Direzione Generale delle Risorse Forestali, Montane ed Idriche, in funzione 24 ore su 24 per tutto l'anno, dotata di personale specializzato al fine di coordinare l'insieme delle attività operative del C.F.S. e di gestire eventuali emergenze ambientali.

Nell'ambito delle attività antincendio, la Sala Operativa si colloca come struttura centrale preposta alla ricezione e smistamento di informazioni e segnalazioni e interagisce con il C.O.A.U. e con gli uffici periferici del C.F.S. per una più efficiente organizzazione dell'intervento terrestre ed aereo.

Fondamentale strumento della centrale Operativa è il numero nazionale 1515 del Corpo Forestale dello Stato che assume, pertanto, la funzione di filo diretto tra cittadini ed istituzione in ordine al tema dell'ambiente e del territorio permettendo la segnalazione tempestiva degli incendi da parte del cittadino.

Gruppo rocciatori

Il gruppo rocciatori del CFS (attualmente circa 80 elementi), è assegnato ai Comandi Stazione della montagna alpina e appenninica. Espleta il servizio di assistenza in abbinamento con il C.O.A. (Centro Operativo Aereo del CFS) e in concorso con il Corpo Nazionale di Soccorso Alpino, la Guardia di Finanza, i Carabinieri, la Polizia di Stato, i Vigili del Fuoco.  La formazione di tale personale specializzato avviene presso la sede Scuola di Auronzo di Cadore (BL).  

Servizio Meteomont 

Per la sicurezza in montagna e sulle piste da sci, per la prevenzione dei rischi provocati dalle valanghe, per le previsioni atmosferiche relative alla situazione della neve, indispensabili nel periodo invernale, il Servizio Meteomont opera mediante l'elaborazione di un indice di previsione valanghe. Il servizio viene svolto in collaborazione con il Comando Truppe Alpine (C.T.A.) con cui si sviluppano comuni metodologie nelle attività meteonivologiche e si collabora nell'addestramento del personale e nell'uniformare i mezzi e gli strumenti di informazione, approfondendo le tematiche specifiche del settore. 

Il rilievo quotidiano e settimanale dei parametri meteo-nivometrici, forniti da 115 stazioni forestali dislocate sulla dorsale appenninica, dalla Liguria alla Calabria, e in appoggio ai C.T.A. (Coordinamenti territoriali per l’Ambiente) anche sull'arco alpino in Piemonte, Lombardia e Veneto, consente una valutazione delle condizioni di sicurezza del manto nevoso.

Il bollettino contenente tali informazioni viene inviato quotidianamente al Centro situazioni (CE.SI) ed alla veglia Meteomont della Protezione Civile, ai Coordinamenti Regionali del C.F.S. che provvedono ad inviarlo alle Prefetture interessate ed agli organi di informazione locale per una capillare divulgazione.

Nei 20 anni di attività il servizio METEOMONT, operando in collaborazione con il Comando Truppe Alpine (C.T.A.) e con il Centro Meteorologico Regionale dell'Aeronautica militare di Milano Linate, ha conseguito risultati di notevole interesse, prevenendo sciagure e perdite di vite umane.

Il Corpo Forestale dello Stato ha inoltre intensificato la sorveglianza nelle località invernali per aumentare la sicurezza in montagna: squadre specializzate di forestali pattugliano sentieri e piste, fornendo consigli ed avvertimenti utili, raccomandando di tenere comportamenti responsabili nel rispetto del codice della sicurezza delle piste.

 Il Centro sportivo del CFS

L' attività sportiva del Corpo Forestale dello Stato è iniziata intorno agli anni 50 con lo sci di fondo, riportando successi in campo nazionale. Nel 1955 vennero costituite le sezioni sci nordico, calcio e ciclismo a cui si aggiunsero altre discipline come il pattinaggio velocità su ghiaccio, l’atletica leggera, la corsa in montagna, il canottaggio, la canoa, la lotta. 

Il Centro sportivo del C.F.S., che ha annoverato tra le sue file atleti come Deborah Compagnoni e Manuela Di Centa, attualmente è affiliato a dodici Federazioni sportive italiane facenti parte del C.O.N.I.. l’ingresso di atleti di livello internazionale, tra i nomi dei migliori atleti dello sport italiano, gli agenti forestali:

Stefania Belmondo, Fulvio Valbusa, Pieralberto Carrara ( SCI E BIATHLON )

Andrea Collinelli, Roberto Chiappa, Federico Paris, Gianfranco Contri ( CICLISMO )

Elisabetta Perrone, Angelo Carosi, Maria Guida, Roberta Brunet ( ATLETICA LEGGERA )

Giovanni Schillaci, Giuseppe Giunta e Salvatore Campanella ( LOTTA )

Emanuele Bernasconi, Ennio Falco e Deborah Gelisio ( TIRO A VOLO )

Michela Suppo ( TIRO A SEGNO )

Fabio Magni ( SPORT EQUESTRI )

Carlo Gaddi, Leonardo Pettinari, Pierpaolo Ferrazzi e Marco Previde Massara  ( CANOTTAGGIO - CANOA ).

Ultima acquisizione nelle file del Centro Sportivo è l'Agente Forestale Giovanna Trillini, due volte medaglia d'oro alle olimpiadi nella SCHERMA e attuale campione del mondo individuale e squadra nelle specialità fioretto.

I TITOLI COMPLESSIVAMENTE CONQUISTATI DA ATLETI DEL CENTRO SPORTIVO DEL C.F.S. :

OLIMPIADI 

7

CAMPIONATI MONDIALI 

42

CAMPIONATI EUROPEI 

24

COPPA DELMONDO 

29

COPPA EUROPA 

4

CAMPIONATI MONDIALI MILITARI 

6

CAMPIONATI MONDIALI FORZE DI POLIZIA 

11

TITOLI ITALIANI 

684

COPPA ITALIA 

5

Gruppo Cinofilo

Con D.M. 4 ottobre 2000 è stato ufficializzato il Servizio Cinofilo del C.F.S., nuclei del quale operano già da 10 anni nella realtà territoriale nazionale. Sono attualmente operative 25 unità cinofile, costituite da conduttore e cane. Viene prevalentemente impiegato il Lupo italiano, nato nel 1966 dall’incrocio di una lupa selvatica dell’Alto Lazio (ora scomparso) e un pastore tedesco, che abbina la resistenza fisica e l’adattamento a condizioni ambientali ed orografiche particolarmente disagevoli del lupo con la socievolezza e la propensione all’apprendimento del pastore tedesco. La razza, ora rigorosamente selezionata, è riconosciuta dall’ENCI come dodicesima razza canina italiana. L’Ente per la tutela del lupo italiano (ETLI) ha un disciplinare di registro anagrafico. Notizie sul lupo italiano possono essere reperite sul sito: www.lupoitaliano.it.

Di prossima emanazione, il regolamento attuativo del D.M. 4.10.2000 prevede corsi di formazione della durata di 9 settimane presso il Centro di Addestramento Cinofilo C.F.S. di Volpago di Montello (TV), alle dipendenze della Scuola C.F.S.

Le attività del Servizio comprendono la ricerca di persone scomparse su superficie, travolte da macerie e detriti o valanghe, ricerche di persone in operazioni di polizia, individuazione di animali occultati in trasgressione delle norme internazionali sul commercio di specie protette (CITES). 

Reparto a Cavallo

Il Servizio del CFS a cavallo si compone di alcuni centri di preparazione (Belluno, Pieve S. Stefano-(AR), Siena, Follonica, Martina Franca (BA)), dove vengono organizzate le cavalcature di servizio per gli impieghi operativi sul territorio, affiancando il lavoro dei forestali nei territori più difficili della campagna. In questi centri l’allevamento è mirato anche alla preparazione dei cavalli per l’attività agonistica. Nei Parchi Nazionali e nelle Riserve naturali appositi servizi di sorveglianza a cavallo assicurano il pattugliamento di vaste zone di elevato valore naturalistico. Il C.F.S. espleta anche servizi a cavallo nei parchi urbani di maggior rilievo (Villa Borghese a Roma, Parco delle Cascine a Firenze) nell’ambito del progetto “Parchi sicuri”, svolto in collaborazione con il Ministero dell’interno. 

Presso la Scuola di Equitazione del CFS della Marsiliana (GR) vengono formati i cavalli e i cavalieri per le cavalcature di servizio del Corpo. Il Centro della Marsiliana provvede anche all’allevamento e addestramento dei cavalli, nell’ambito del progetto del C.F.S. di conservazione del germoplasma delle razze equine autoctone italiane, quali la maremmana e la murgese, meritevoli di conservazione e valorizzazione.

I migliori soggetti selezionati negli allevamenti dell’ex Azienda di Stato per le Foreste Demaniali, consentono l’approvvigionamento continuo per le esigenze del Corpo. A fronte di una consistenza numerica di 500 cavalli allevati, intraprendono la carriera di servizio effettivo 50 quadrupedi l’anno, per mantenere la forza operativa di 80 cavalli su tutto il territorio nazionale.

 

Uniformi storiche

 

 

per approfondimenti  Corpo Forestale dello Stato