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IL CORPO FORESTALE E LE AREE PROTETTE Il Corpo forestale dello Stato gestisce
attualmente 134 aree protette per una superficie totale di più di
100.000 ha contribuendo così in modo significativo al sistema nazionale
delle aree protette.
ATTIVITA’ OPERATIVE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO Protezione civile e soccorso in caso di calamità La presenza qualificata del Corpo Forestale dello Stato, che ha sempre svolto per tradizione ed istituto importanti attività in materia di protezione civile, rappresenta I' implicito riconoscimento della particolare ed insostituibile funzione che esso svolge nel settore della tutela ambientale e dello sviluppo del territorio e delle popolazioni montane. In occasione dei più recenti eventi disastrosi il Corpo Forestale dello Stato ha operato con grande impegno e spirito di sacrificio, rivelandosi componente essenziale negli interventi di soccorso e assistenza nelle zone montane. In occasione dei terremoti che hanno colpito nel 1976 il Friuli, nel 1980 la Campania e la Basilicata, nel 1997 l’Umbria e le Marche il Corpo Forestale dello Stato ha dato il proprio contributo nelle attività di soccorso alle popolazioni. Nel 1980 più di 600 uomini, provenienti da ogni regione italiana, sono intervenuti con 200 automezzi a portare immediato soccorso alle popolazioni colpite dal sisma. La conservazione del patrimonio boschivo, la difesa del suolo e dell'ambiente sono esigenze di interesse generale che incidono sul benessere e sulla stessa incolumità delle persone. Una struttura specializzata in materia, agile per la sua conoscenza del territorio e la capacità di muoversi nelle zone montane di difficile accesso, può dare contributi preziosi per la prevenzione, il soccorso e la ripresa socioeconomica nelle zone colpite da calamità. Il servizio Antincendi BoschivoIl Servizio Antincendi Boschivo del Corpo Forestale dello Stato è organizzato in una struttura centrale di coordinamento e da strutture operative, presenti in tutte le Regioni a statuto ordinario. E' articolato in due componenti: di terra e di volo. L'organizzazione
terrestre è composta da 15 Centri Operativi, localizzati nei capoluoghi
di regione, e da 44 Gruppi Meccanizzati di alta specializzazione e
pronto impiego dislocati nei punti strategicamente rilevanti per la
difesa dei boschi dagli incendi, dotati di idonei mezzi antincendio. Gli elicotteri, impiegati per la prevenzione e la lotta contro gli incendi boschivi, effettuano interventi diretti di spegnimento, trasporto di persone ed attrezzature, coordinamento con altri aeromobili e guida delle squadre a terra durante lo spegnimento. Nel periodo estivo, quando si registra la maggiore pericolosità degli incendi boschivi nelle regioni centro-meridionali, vengono attivate 3 basi periferiche (Cecina, Pescara, Pontecagnano), in aggiunta a quelle di Roma Urbe e Rieti:. Nel periodo invernale, quando gli incendi boschivi interessano prevalentemente le regioni del nord, i mezzi vengono dislocati a Belluno, Bergamo ed in Liguria. Per lo spegnimento degli incendi boschivi, gli elicotteri operano con un secchio al gancio baricentrico che, nel caso dell'elicottero AB 412 scarica circa 900 litri, mentre quello dell'elicottero NH 500 ha una capacità di circa 500 litri. Gli elicotteri, così attrezzati, prelevano l'acqua anche da piccoli invasi, da corsi d'acqua, da piscine, da vasche elitrasportate. L'efficacia dello sgancio d'acqua è influenzata dalle condizioni tecnico - operative delle zone d'intervento, ma gli equipaggi forestali, grazie all’esperienza maturata con ore di volo, esercitazioni, ed impiego, sono dotati di grande esperienza e di tecniche operative tali da riuscire a colpire i focolai con grande precisione. Tra le strutture centrali di coordinamento, dal 1992, opera la Sala Operativa Centrale del Corpo Forestale dello Stato, che ha sede presso la Direzione Generale delle Risorse Forestali, Montane ed Idriche, in funzione 24 ore su 24 per tutto l'anno, dotata di personale specializzato al fine di coordinare l'insieme delle attività operative del C.F.S. e di gestire eventuali emergenze ambientali. Nell'ambito delle attività antincendio, la Sala Operativa si colloca come struttura centrale preposta alla ricezione e smistamento di informazioni e segnalazioni e interagisce con il C.O.A.U. e con gli uffici periferici del C.F.S. per una più efficiente organizzazione dell'intervento terrestre ed aereo. Fondamentale strumento della centrale Operativa è il numero nazionale 1515 del Corpo Forestale dello Stato che assume, pertanto, la funzione di filo diretto tra cittadini ed istituzione in ordine al tema dell'ambiente e del territorio permettendo la segnalazione tempestiva degli incendi da parte del cittadino. Gruppo rocciatoriIl gruppo rocciatori del CFS (attualmente circa 80 elementi), è assegnato ai Comandi Stazione della montagna alpina e appenninica. Espleta il servizio di assistenza in abbinamento con il C.O.A. (Centro Operativo Aereo del CFS) e in concorso con il Corpo Nazionale di Soccorso Alpino, la Guardia di Finanza, i Carabinieri, la Polizia di Stato, i Vigili del Fuoco. La formazione di tale personale specializzato avviene presso la sede Scuola di Auronzo di Cadore (BL). Servizio MeteomontPer la sicurezza in montagna e sulle piste da sci, per la prevenzione dei rischi provocati dalle valanghe, per le previsioni atmosferiche relative alla situazione della neve, indispensabili nel periodo invernale, il Servizio Meteomont opera mediante l'elaborazione di un indice di previsione valanghe. Il servizio viene svolto in collaborazione con il Comando Truppe Alpine (C.T.A.) con cui si sviluppano comuni metodologie nelle attività meteonivologiche e si collabora nell'addestramento del personale e nell'uniformare i mezzi e gli strumenti di informazione, approfondendo le tematiche specifiche del settore. Il rilievo quotidiano e settimanale dei parametri meteo-nivometrici, forniti da 115 stazioni forestali dislocate sulla dorsale appenninica, dalla Liguria alla Calabria, e in appoggio ai C.T.A. (Coordinamenti territoriali per l’Ambiente) anche sull'arco alpino in Piemonte, Lombardia e Veneto, consente una valutazione delle condizioni di sicurezza del manto nevoso. Il bollettino contenente tali informazioni viene inviato quotidianamente al Centro situazioni (CE.SI) ed alla veglia Meteomont della Protezione Civile, ai Coordinamenti Regionali del C.F.S. che provvedono ad inviarlo alle Prefetture interessate ed agli organi di informazione locale per una capillare divulgazione. Nei 20 anni di attività il servizio METEOMONT, operando in collaborazione con il Comando Truppe Alpine (C.T.A.) e con il Centro Meteorologico Regionale dell'Aeronautica militare di Milano Linate, ha conseguito risultati di notevole interesse, prevenendo sciagure e perdite di vite umane. Il Corpo Forestale dello Stato ha inoltre intensificato la sorveglianza nelle località invernali per aumentare la sicurezza in montagna: squadre specializzate di forestali pattugliano sentieri e piste, fornendo consigli ed avvertimenti utili, raccomandando di tenere comportamenti responsabili nel rispetto del codice della sicurezza delle piste. Il Centro sportivo del CFSL' attività sportiva del Corpo Forestale dello Stato è iniziata intorno agli anni 50 con lo sci di fondo, riportando successi in campo nazionale. Nel 1955 vennero costituite le sezioni sci nordico, calcio e ciclismo a cui si aggiunsero altre discipline come il pattinaggio velocità su ghiaccio, l’atletica leggera, la corsa in montagna, il canottaggio, la canoa, la lotta. Il Centro sportivo del C.F.S., che ha annoverato tra le sue file atleti come Deborah Compagnoni e Manuela Di Centa, attualmente è affiliato a dodici Federazioni sportive italiane facenti parte del C.O.N.I.. l’ingresso di atleti di livello internazionale, tra i nomi dei migliori atleti dello sport italiano, gli agenti forestali: Stefania Belmondo, Fulvio Valbusa, Pieralberto Carrara ( SCI E BIATHLON ) Andrea Collinelli, Roberto Chiappa, Federico Paris, Gianfranco Contri ( CICLISMO ) Elisabetta Perrone, Angelo Carosi, Maria Guida, Roberta Brunet ( ATLETICA LEGGERA ) Giovanni Schillaci, Giuseppe Giunta e Salvatore Campanella ( LOTTA ) Emanuele Bernasconi, Ennio Falco e Deborah Gelisio ( TIRO A VOLO ) Michela Suppo ( TIRO A SEGNO ) Fabio Magni ( SPORT EQUESTRI ) Carlo Gaddi, Leonardo Pettinari, Pierpaolo Ferrazzi e Marco Previde Massara ( CANOTTAGGIO - CANOA ). Ultima acquisizione nelle file del Centro Sportivo è l'Agente Forestale Giovanna Trillini, due volte medaglia d'oro alle olimpiadi nella SCHERMA e attuale campione del mondo individuale e squadra nelle specialità fioretto. I TITOLI COMPLESSIVAMENTE CONQUISTATI DA ATLETI DEL CENTRO SPORTIVO DEL C.F.S. :
Gruppo CinofiloCon D.M. 4 ottobre 2000 è stato ufficializzato il Servizio Cinofilo del C.F.S., nuclei del quale operano già da 10 anni nella realtà territoriale nazionale. Sono attualmente operative 25 unità cinofile, costituite da conduttore e cane. Viene prevalentemente impiegato il Lupo italiano, nato nel 1966 dall’incrocio di una lupa selvatica dell’Alto Lazio (ora scomparso) e un pastore tedesco, che abbina la resistenza fisica e l’adattamento a condizioni ambientali ed orografiche particolarmente disagevoli del lupo con la socievolezza e la propensione all’apprendimento del pastore tedesco. La razza, ora rigorosamente selezionata, è riconosciuta dall’ENCI come dodicesima razza canina italiana. L’Ente per la tutela del lupo italiano (ETLI) ha un disciplinare di registro anagrafico. Notizie sul lupo italiano possono essere reperite sul sito: www.lupoitaliano.it. Di prossima emanazione, il regolamento attuativo del D.M. 4.10.2000 prevede corsi di formazione della durata di 9 settimane presso il Centro di Addestramento Cinofilo C.F.S. di Volpago di Montello (TV), alle dipendenze della Scuola C.F.S. Le attività del Servizio comprendono la ricerca di persone scomparse su superficie, travolte da macerie e detriti o valanghe, ricerche di persone in operazioni di polizia, individuazione di animali occultati in trasgressione delle norme internazionali sul commercio di specie protette (CITES). Reparto a CavalloIl Servizio del CFS a cavallo si compone di alcuni centri di preparazione (Belluno, Pieve S. Stefano-(AR), Siena, Follonica, Martina Franca (BA)), dove vengono organizzate le cavalcature di servizio per gli impieghi operativi sul territorio, affiancando il lavoro dei forestali nei territori più difficili della campagna. In questi centri l’allevamento è mirato anche alla preparazione dei cavalli per l’attività agonistica. Nei Parchi Nazionali e nelle Riserve naturali appositi servizi di sorveglianza a cavallo assicurano il pattugliamento di vaste zone di elevato valore naturalistico. Il C.F.S. espleta anche servizi a cavallo nei parchi urbani di maggior rilievo (Villa Borghese a Roma, Parco delle Cascine a Firenze) nell’ambito del progetto “Parchi sicuri”, svolto in collaborazione con il Ministero dell’interno. Presso la Scuola di Equitazione del CFS della Marsiliana (GR) vengono formati i cavalli e i cavalieri per le cavalcature di servizio del Corpo. Il Centro della Marsiliana provvede anche all’allevamento e addestramento dei cavalli, nell’ambito del progetto del C.F.S. di conservazione del germoplasma delle razze equine autoctone italiane, quali la maremmana e la murgese, meritevoli di conservazione e valorizzazione. I migliori soggetti selezionati negli allevamenti dell’ex Azienda di Stato per le Foreste Demaniali, consentono l’approvvigionamento continuo per le esigenze del Corpo. A fronte di una consistenza numerica di 500 cavalli allevati, intraprendono la carriera di servizio effettivo 50 quadrupedi l’anno, per mantenere la forza operativa di 80 cavalli su tutto il territorio nazionale.
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Uniformi storiche
per approfondimenti Corpo Forestale dello Stato |
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