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Militaria Finanza 2 |
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Aree di competenzaNel quadro dell'ampio mandato istituzionale affidato alla Guardia di Finanza, sono individuabili quattro grandi "aree operative", all'interno delle quali si collocano le diversificate attività di servizio, di natura tributaria ed extratributaria, cui quotidianamente attendono i reparti dislocati su tutto il territorio nazionale.
Nelle successive pagine vengono evidenziate le missioni istituzionali del Corpo: Polizia Finanziaria
L’attività di polizia finanziaria si sviluppa a tutela del sistema tributario nel suo complesso, con particolare riguardo a imposizione diretta ed indiretta, accise, monopoli fiscali, contributi previdenziali ed assicurativi, tributi locali. Nel contesto delle attività di polizia finanziaria, si inquadrano le attività in materia di:
Polizia Economica
L'attività di polizia economica è comprensiva delle attività finalizzate alla prevenzione e repressione di:
Polizia Giudiziaria
Nel contesto delle attività di polizia giudiziaria si inquadrano oltre alle attività svolte su delega dell’Autorità Giudiziaria - gli interventi d’iniziativa soprattutto in materia di:
Polizia di Sicurezza
L'attività di polizia di sicurezza si sostanzia nel concorso a:
I Compiti del Corpo
La Guardia di Finanza è uno speciale Corpo di Polizia che dipende direttamente dal Ministro dell'Economia e delle Finanze (D.Lvo 300/99). E' organizzato secondo un assetto militare e fa parte integrante delle Forze Armate dello Stato oltre che della Forza Pubblica. I compiti della Guardia di Finanza sono sanciti dalla legge di ordinamento del 23 aprile 1959, n. 189. I compiti prioritari sono la prevenzione, la ricerca e la denunzia delle evasioni e delle violazioni finanziarie, la vigilanza sull’osservanza delle disposizioni di interesse politico-economico e la sorveglianza in mare per fini di polizia finanziaria. Inoltre concorre al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica e la difesa politico-militare delle frontiere. Sin dalle origini, il ruolo di polizia tributaria costituisce il primo e prioritario impegno istituzionale della Guardia di Finanza. In tale contesto, la lotta all’evasione fiscale è andata progressivamente ampliandosi per ricomprendere tutte quelle forme di illegalità che recano pregiudizio al bilancio dello Stato e dell’Unione Europea (area finanziaria) ed all’economia legale (area economica). Questo processo graduale di evoluzione si è affermato nel tempo ed ha ricevuto il naturale riconoscimento ordinamentale con l’emanazione della legge delega 31 marzo 2000, n. 78, in materia di riordino delle Forze di polizia, che all’art. 4 ha previsto l’adeguamento e l’integrazione dei compiti istituzionali – fermo restando l’art. 1 della legge di ordinamento n. 189/1959 – con l’espressa previsione che al Corpo compete l’esercizio delle “funzioni di polizia economica e finanziaria a tutela del bilancio dello Stato, dell'Unione Europea, delle Regioni e degli Enti locali”. In tal modo, la fisionomia istituzionale si è allineata alla realtà operativa che caratterizza l’azione ispettiva tipica dei Reparti. Risulta così esattamente delimitata l’area di primario interesse del Corpo rispetto alle altre Forze di Polizia, che è basata sull’esercizio di potestà d’indagine esclusive ed unitarie ai fini della protezione degli interessi nazionali e comunitari. Da ultimo, il decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68, ha completato la riforma prevedendo, in attuazione dei principi direttivi della legge n. 78/2000:
Per lo svolgimento dei compiti assegnati sono attribuite ai militari del Corpo le qualifiche di:
Poteri e condizioni di legittimita'II.DD, IVA e
Tributi locali | Registro, assicurazioni e borse | Bollo | Doganale | Quale organo di polizia, il Corpo della Guardia di Finanza sviluppa prioritariamente un'attività amministrativa finalizzata alla cura degli interessi pubblici. In quanto tale detta attività deve sottostare al precetto costituzionale (art. 97 della Costituzione, I comma) in base al quale i pubblici uffici devono assicurare il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione, rispettando prioritariamente il principio di legalità che costituisce il principio generale dell'Ordinamento italiano che afferma la corrispondenza dell'attività amministrativa alle prescrizioni di legge. Conseguentemente, i poteri di ricerca e di indagine esercitati dal personale del Corpo trovano fonte di legittimazione in specifiche previsioni di legge. Per l’adempimento dei propri compiti di controllo e di accertamento del corretto rispetto degli obblighi fiscali da parte dei contribuenti, il Corpo è dotato di ampi poteri istruttori e di indagine il cui utilizzo è strumentale al puntuale esercizio della funzione impositiva. Una esatta determinazione della capacità contributiva dei soggetti passivi presuppone, infatti, che l’Amministrazione acquisisca una piena e compiuta conoscenza delle situazioni di fatto e di diritto poste a giustificazione degli atti impositivi. I poteri in esame sono analiticamente e dettagliatamente contenuti nelle singole leggi di imposta. In base a tali disposizioni normative, i mezzi istruttori sono conferiti:
Peraltro, il Corpo dispone di propri poteri specificamente attribuitigli dalla legge 7 gennaio 1929, n. 4, che consentono:
In via generale, occorre aggiungere che i militari della Guardia di Finanza possono effettuare le verifiche presso i contribuenti, avvalendosi di tutte le facoltà d’indagine tradizionalmente utilizzate per le ispezioni ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA, anche per sviluppare accertamenti nelle altre materie economiche e finanziarie affidate alla loro tutela, allo scopo di individuare e reprimere le violazioni:
In particolare, i Comandi del Corpo possono attivare, per le finalità descritte, un’ampia serie di potestà d’indagine, ivi comprese le facoltà di:
Nota IntroduttivaSINTESI SULL’ATTIVITÀ DEL PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE “SICUREZZA PER LO SVILUPPO DEL MEZZOGIORNO D’ITALIA”Il Programma Operativo “Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno d’Italia”, avviato nel 1997 dal Ministero dell’Interno e dall’Unione Europea, è un insieme di azioni, di fatti concreti, di partecipazioni attive di tutte di tutte le forze della società civile, per spezzare il legame negativo fra il sottosviluppo e la criminalità. Un programma dedicato al Sud e funzionale agli interessi dell’intero Paese, determinato a raggiungere i suoi importanti obiettivi entro il 2006. Accrescere sensibilmente il livello della sicurezza, favorire gli investimenti, creare lavoro e, soprattutto, una rinnovata fiducia nelle proprie possibilità. Obiettivi da raggiungere in un futuro non troppo lontano, dove la qualità della vita sia un bene tangibile, reale, finalmente scoperto e riconosciuto da tutti. L’Unione Europea, attraverso la sua attività finanziaria, tende a perseguire obiettivi, in un’ottica soprannazionale, che possono essere raggiunti solo grazie ad una azione programmata e capillare. Mediante l’utilizzo dei fondi strutturali, gli interventi si sostanziano nella ricerca di un’equità sociale ed un equilibrio tra le varie culture che caratterizzano l’Unione stessa. La politica generale si prefigge, in sostanza, lo scopo di eliminare le differenze sociali tra le varie aree geografiche nel rispetto di tradizioni ed inclinazioni naturali di ciascun popolo. In questa ottica si inquadra l’attività del P.O.N. che, grazie al Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale ed al Governo Italiano ha avviato una serie di attività di sostegno alle aree meno sviluppate della penisola. Con il Programma Operativo “Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno d’Italia”, per il periodo 1997-1999, i è finanziato un primo nucleo di interventi selezionati in base alla considerazione dell’urgenza prioritaria di circoscritte realtà territoriali. L’iniziativa era sorta dalla considerazione che il legame negativo fra criminalità e crescita economica, con particolare riferimento alle regioni economicamente meno sviluppate dove marcate sono le forme di “impresa” criminale. Il P.O.N. Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno traduce la strategia globale in tre assi di intervento, a loro volta articolati in nove misure:
Dal marzo del 1998, un parziale bilancio annovera importanti obiettivi perseguiti:
Ponendo particolare attenzione ai contenuti di quest’ultimo intervento realizzato, appare necessario sottolineare che una campagna di sensibilizzazione alla legalità risulta necessaria per un intervento completo che si accompagni a quelli di natura maggiormente operativa. Il nuovo Programma Operativo Nazionale “Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno d’Italia” 2000/2006 si basa sulla collaborazione tra la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, le Istituzioni e tutte le forze sane del Paese per la realizzazione di un complesso ed ambizioso piano d’intervento. L’Unione Europea e il Governo italiano hanno stanziato ingenti risorse (2.154 miliardi di lire da impiegare fino al 2006), per contribuire al raggiungimento di questo importante e irrinunciabile obiettivo: colmare il divario che c’è fra il nostro Sud ed il resto d’Europa, accrescendo le condizioni di sicurezza. Le regioni che aderiscono al Programma, Campania, Sicilia, Calabria, Basilicata, Pugli e Sardegna, stanno vivendo un’occasione unica di rilancio, che va sfruttata con attenzione e puntualità, atteso che l’U.E. sorveglierà con particolare attenzione sul raggiungimento degli obiettivi prefissati. LA COLLABORAZIONE INTERNAZIONALELa Guardia di Finanza attribuisce fondamentale importanza alla collaborazione internazionale attesa l’esigenza di contrastare in maniera sempre più efficace il crimine specie nel campo finanziario, in ragione del crescente interesse delle organizzazioni criminali nell’individuare all’estero nuove e più "convenienti" aree di investimento. In tal senso la Guardia di Finanza, attraverso il Comando Generale, ha da tempo attivato rapporti di collaborazione con organismi collaterali esteri in ambito europeo. Esso mantiene e sviluppa tutti i rapporti internazionali che il Corpo instaura con Enti, Organi di Polizia, Amministrazioni Doganali e Finanziarie, nonché con Agenzie di altri Paesi, ivi compresi i Servizi della Unione Europea, e con gli Organi centrali di Polizia nazionali con competenze estere.Il Corpo partecipa ai lavori delle principali organizzazioni deputate al contrasto degli illeciti su scala internazionale, quali l'Europol, O.I.P.C.-Interpol, l'Organizzazione Mondiale delle Dogane (O.M.D.) ed i Servizi della Commissione Europea, in particolare, l'Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode (O.L.A.F.). Grazie al recente riordino dei compiti della Guardia di Finanza, attuato con il Decreto Legislativo nr. 68 del 19 marzo 2001, il Corpo, per il perseguimento delle violazioni in materia economica e finanziaria perpetuate a danno del Bilancio dello Stato e dell'Unione Europea, può destinare proprio personale presso rappresentanze diplomatiche, uffici consolari e sedi istituzionali competenti in materia in ambito internazionale ed europeo Programma Operativo Nazionale
Mitsubishi Pajero E' un fuoristrada autoprotetto, utilizzato per la lotta al contrabbando, con caratteristiche tali da permettere di effettuare perlustrazioni in zone impervie del territorio. Dotato di termocamera ZEISS, modello MIniophel istallata sul tetto che consente agli operatori di individuare movimenti sospetti, anche di notte, altrimenti non visibili ad occhio nudo. Mezzo Mobile Plurisensore Allestito su furgone Fiat ducato 2.8 D, dotato di una serie di apparecchiature elettroniche altamente sofisticate per controlli non invasivi di persone e veicoli in transito. Tra le dotazioni tecnologiche del veicolo rivestono particolare rilievo:
Il mezzo è in grado di comunicare con altre FF.PP., elicotteri e sale operative del Corpo. Silhouette scan 300 Allestito su Iveco Euro cargo 100E18P, impiega raggi x a bassa intensità per controllo veicoli telonati, furgonati, autobotti, container ecc.. E' dotato di un generatore RX ed è in grado di funzionare autonomamente grazie ad un gruppo elettrogeno. Attraverso i due monitor gli operatori possono effettuare un esame visivo del profilo e delle densità del carico trasportato. Inoltre, con i medesimi fondi sono stati acquisiti ed in via di acquisizione videocamere digitali mod. NV-GX7 EG Panasonic per dotarne unità navali ed aeree per acquisizione di fonti di prova e controllo del territorio, fotocamere digitali ad alta risoluzione cyber shot da 5 megapixel focus fino a 10x per unità navali ed aeree, kit laboratori fotografici per il trattamento e l'elaborazione di immagini acquisite. Di particolare importanza i sistemi radar "GEM Gemant" e, di prossima fornitura, intensificatori di luminosità per visione notturna per unità navali tipo pattugliatori e guardacoste (Bigliani e Corrubia) e vedette. Infine, di recente fornitura, il sistema di trasmissione dati tipo ATKS autotracking per elicottero A 109. Altre attrezzature per controlli non invasivi e del territorio sono stati forniti ed in corso di fornitura.
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