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Militaria Uniformi 10 |
Le Mostreggiature non più in usoFANTERIA E SPECIALITA'
Sempre durante la Prima Guerra Mondiale,
vennero create mostrine di nuovo tipo per identificare unità di nuovo
tipo. Le nuove insegne toccarono ai Mitraglieri che portavano la
speciale insegna sia in azzurro che in rosso a seconda del modello di
mitragliatrice in dotazione. In seguito, durante la Seconda Guerra
Mondiale, soltanto l'insegna rossa restò ai mitraglieri, mentre
l'azzurra divenne la mostrina dei controcarro. Anche i Mortaisti
ebbero la propria insegna che, in formato ridotto venne applicata
sulle mostrine di specialità. Spesso però, anche per la difficoltà
di riprodurre le insegne, tali disposizioni rimasero spesso disattese.
Nell'incalzare degli eventi che segnarono i momenti decisivi della Seconda Guerra Mondiale, L'Esercito si trovò a fronteggiare la minaccia diretta al territorio Nazionale. Vennero così costituite le Divisioni Costiere con preminenti compiti antisbarco. La mostreggiatura era composta da un rettangolo contenente un triangolo isoscele.
Ancora durante la Prima
Guerra Mondiale, i Distretti Militari avevano insegne proprie. Unità
territoriali di Fanteria e degli Alpini portavano pipe del colore
dell'Arma e della Specialità. Più tardi, durante la
cobelligeranza, le pipe verdi identificheranno i reparti delle
salmerie delle Divisioni Ausiliarie.
Nel secondo dopoguerra, per
marcare la novità, i reparti meccanizzati della fanteria
ricevettero mostrine proprie, costituite da fiamme rosse filettate
d'azzurro.L'insegna è soppressa all'alba del nuovo millennio.
CAVALLERIA E SPECIALITA'
Come per i Reggimenti di Fanteria, ciascun
Reggimento di Cavalleria ha i suoi colori.
ARTIGLIERIA, GENIO, CORPI E SERVIZI Se durante la prima Guerra Mondiale soltanto Fanteria e Cavallerie hanno avuto insegne reggimentali, durante la Seconda, Artiglieria, Genio ed alcuni Servizi, portarono le insegne sottopannate delle mostrine delle divisioni di fanteria cui erano assegnati. Fino al 40 invece il colletto dell'uniforme era in tessuto di colore nero oppure del colore del sottopanno, e, quando previsto, con il bavero profilato del colore dell'Arma. Nell'immagine la mostrina del 5° Reggimento Artiglieria da Campagna della Divisione Superga (1^). Allo stesso modo, nelle divisioni costiere, in quelle corazzate ed alpine, anche per il Genio e la Sanità e gli altri Servizi, furono prescritte le mostreggiature sottopannate dai colori divisionali. Proprie insegne ebbero i Guastatori della Fanteria e le unità Chimiche divisionali.
Sempre durante la Guerra di Liberazione, molte unità che erano schierate a Sud furono riordinate con compiti diversi a carrtere logistico e di Sicurezza Interna. Ebbero insegne particolari di forma romboidale. Qui riprodotte le mostreggiature dei Comandi di Grande Unità, dei Battaglioni Quartiermastro, delle unità della Sesta Armata, della Polizia Militare e dei Battaglioni Guardie.
CORPI E SERVIZI Mostreggiature diverse si alternarono ai
baveri delle Uniformi dei Corpi e dei Servizi del nostro Esercito.
L'attuale Arma dei Trasporti e dei Materiali, nata come Servizio
Automobilistico, debutto con delle pipe nocciola, trasformate negli
anni trenta nelle fiamme nere in campo azzurro. L'Amministrazione, che
oggi è tuttuno con il Commissariato, portava le pipe nere filettate
di azzurro e l'opposto proprio i Commissari che successivamente
indossarono le pipe viola. La Sussistenza aveva la sua pipa celeste.
Discorso a se va fatto per i Servizi Tecnici, costituiti dopo la Seconda Guerra Mondiale. Prima di essere unificati nel Corpo degli Ingegneri, ciascun Servizio aveva la sua mostreggiatura costituita da una mostrina rettangolare nera filettata dei colori del propri del Servizio.
Gli Ufficiali del Corpo di Stato Maggiore portavano degli alamari simili a quelli oggi in uso. Gli Ufficiali che invece erano in Servizio di Stato Maggiore presso Enti diversi dallo Stato Maggiore del Regio Esercito, ad esempio il Capo di SM di una Divisione, indossavano sulle Mostreggiature d'Arma degli alamari più piccoli. Tale sistema restò in uso fino ai primi anni ottanta. Il riordino dell'Arma di Cavalleria avvenuto
ai primi del 2000, ha portato al transito dall'Arma di Fanteria a
quella di Cavalleria appunto, della Specialità della Fanteria
Carrista, oggi Carristi dell'Arma di Cavalleria.
Nel 2002 è la volta del Corpo di Amministrazione e Commissariato ad essere ridisegnato e le mostreggiature precedenti vengono sostituite da una nuova insegna unificata.
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