Militaria Uniformi 10


Stemma dell'Esercito Italiano LE UNIFORMI DELL'ESERCITO

 

Le Mostreggiature non più in uso

FANTERIA E SPECIALITA'

239° e 240° Reggimento Pesaro 241° e 242° Reggimento Teramo 243° e 244° Reggimento Cosenza 245° e 246° Reggimento Siracusa 247° e 248° Reggimento Girgenti 249° e 250° Reggimento Pallanza 251° e 252° Reggimento Massa Carrara 253° e 254° Reggimento Porto Maurizio 255° e 256° Reggimento Veneto

 

257° e 258° Reggimento Tortona 259° e 260° Reggimento Murge 261° e 262° Reggimento Elba 263° e 264° Reggimento Gaeta 265° e 266° Reggimento Lecce 267° e 268° Reggimento Caserta 269° e 270° Reggimento L'Aquila 271°, 272° e 273° Reggimento Potenza 274°, 275° e 276° Reggimento Belluno

Sempre durante la Prima Guerra Mondiale, vennero create mostrine di nuovo tipo per identificare unità di nuovo tipo. Le nuove insegne toccarono ai Mitraglieri che portavano la speciale insegna sia in azzurro che in rosso a seconda del modello di mitragliatrice in dotazione. In seguito, durante la Seconda Guerra Mondiale, soltanto l'insegna rossa restò ai mitraglieri, mentre l'azzurra divenne la mostrina dei controcarro. Anche i Mortaisti ebbero la propria insegna che, in formato ridotto venne applicata sulle mostrine di specialità. Spesso però, anche per la difficoltà di riprodurre le insegne, tali disposizioni rimasero spesso disattese.
Tributo al regime dell'epoca il Reggimento Giovani Fascisti, formato da volontari delle organizzazioni giovanili del partito, ebbe le fiamme dei bersaglieri filettate in giallo.

277°, 278° e 279° Reggimento Vicenza 280°, 281° e 282° Reggimento Foggia 291° e 292° Reggimento Zara Battaglioni Mitraglieri Battaglioni Mortaisti Battaglioni Controcarri Battaglioni Bersaglieri Mitraglieri Reggimento Giovani Fascisti Reggimento Tunisia

Nell'incalzare degli eventi che segnarono i momenti decisivi della Seconda Guerra Mondiale, L'Esercito si trovò a fronteggiare la minaccia diretta al territorio Nazionale. Vennero così costituite le Divisioni Costiere con preminenti compiti antisbarco. La mostreggiatura era composta da un rettangolo contenente un triangolo isoscele.

 
4° e 8° Reggimento Costiero 6° e 14° Reggimento Costiero 17° e 18° Reggimento Costiero 53° e 118° Reggimento Costiero

 

103°, 115°  e 148° Reggimento Costiero 111° e 152° Reggimento Costiero 122°, 123°  e 146° Reggimento Costiero 124°, 142°, 143°, 144° e 184° Reggimento Costiero 127°, 128°, 129° e 132° Reggimento Costiero 130° Reggimento Costiero 133° e 147° Reggimento Costiero 137°, 138° e 139° Reggimento Costiero 135° Reggimento Costiero

Ancora durante la Prima Guerra Mondiale, i Distretti Militari avevano insegne proprie. Unità territoriali di Fanteria e degli Alpini portavano pipe del colore dell'Arma e della Specialità. Più tardi, durante la cobelligeranza, le pipe verdi identificheranno i reparti delle salmerie delle Divisioni Ausiliarie.
Anche l'alamaro dei "Granatieri di Sardegna" aveva un disegno appena diverso dall'odierno, insieme a quello azzurro dei Granatieri di Savoia, mai più ricostituiti.
Con la nascita della specialità carrista dell'Arma di Fanteria, i reggimenti "Carri Veloci" ebbero per un certo periodo le fiamme bianche sottopannate di azzurro.
I Reparti Arditi, creati durante la Grande Guerra portarono le Fiamme Nere. Smobilitati al termine del conflitto, durante la Seconda Guerra Mondiale ebbero per un solo reggimento, il 10° Reggimento Arditi, le nuove fiamme azzurre. Ancora una mostrina "dedicata" per un Battaglione Allievi Ufficiali di Complemento che dopo l'8 settembre 1943 entrò in linea contro i Tedeschi.

 
Distretti Militari Battaglioni Presidiari Battaglioni Presidiari Alpini Granatieri di Sardegna 9° e 10° Reggimento Granatieri di Savoia Carri Veloci Reparti Arditi 10° Reggimento Arditi Battaglione AUC Corpo Volontari della Libertà

Nel secondo dopoguerra, per marcare la novità, i reparti meccanizzati della fanteria ricevettero mostrine proprie, costituite da fiamme rosse filettate d'azzurro.L'insegna è soppressa all'alba del nuovo millennio.
Come già accennato, alcuni reggimenti furono assegnati alla Divisione di Fanteria "Folgore" della quale assunsero le insegne per metà. Più tardi fu la volta di altre unità ricevere speciali mostrine che ne descrivevano la particolare struttura, fatta di carri e fanteria. I Lagunari, la più giovane specialità della Fanteria dettero le proprie mostrine sia al Battaglione Carri che al Plotone Trasmissioni.

 
Fanteria Meccanizzata 66° Battaglione Meccanizzato 'Forlì' 62° Reggimento Fanteria Corazzata 67° Reggimento Fanteria Corazzata Battaglione Carri del Reggimento Lagunari Plotone Trasmissioni Reggimento Lagunari

CAVALLERIA  E  SPECIALITA'

Lancieri di Milano (7°) Reggimento Lancieri di Firenze (9°) Reggimento Lancieri di Vittorio Emanuele (10°) Reggimento Cavalleggeri di Saluzzo (12°) Reggimento Cavalleggeri di Monferrato (13°) Reggimento Cavalleggeri di Alessandria (14°) Reggimento Cavalleggeri di Lodi (15°) Reggimento Cavalleggeri di Lucca (16°) Reggimento Cavalleggeri di Caserta (17°)

Come per i Reggimenti di Fanteria, ciascun Reggimento di Cavalleria ha i suoi colori.
Il Reggimento più giovane, il 30° venne costituito nel 1915. Le fiamme portate dai primi sei reggimenti, attualmente in vita, sono state introdotte nel 1940 allo scoppio della guerra quando le disposizioni per adattare l'uniforme allo stato di guerra abolirono i colletti monocromatici.
Due righe a parte meritano le fiamme nere sottopannate di rosso appartenute al "Gorizia Cavalleria". In effetti si trattava di "Savoia" che dal 1946 al 1958 non portò nè le mostreggiature nè il nome originale.

Reggimento Cavalleggeri di Piacenza (18°) Reggimento Cavalleggeri di Roma (20°) Reggimento Cavalleggeri di Padova Reggimento Cavalleggeri di Catania (22°) Reggimento Cavalleggeri di Umberto Primo (23°) Reggimento Cavalleggeri di Vicenza (24°) Reggimento Lancieri di Mantova (25°) Reggimento Lancieri di Vercelli (26°) Reggimento Lancieri dell'Aquila (27°)

 

Reggimento Cavalleggeri di Treviso (28°)    Reggimento Cavalleggeri di Udine (29°)    Reggimento Cavalleggeri di Palermo (30°)    Gruppo Squadroni 'Cavalleggeri di Sardegna'    3° Reggimento Cavalleria Blindata 'Gorizia'

ARTIGLIERIA, GENIO, CORPI E SERVIZI

Se durante la prima Guerra Mondiale soltanto Fanteria e Cavallerie hanno avuto insegne reggimentali, durante la Seconda, Artiglieria, Genio ed alcuni Servizi, portarono le insegne sottopannate delle mostrine delle divisioni di fanteria cui erano assegnati. Fino al 40 invece il colletto dell'uniforme era in tessuto di colore nero oppure del colore del sottopanno, e, quando previsto, con il bavero profilato del colore dell'Arma. Nell'immagine la mostrina del 5° Reggimento Artiglieria da Campagna della Divisione Superga (1^). Allo stesso modo, nelle divisioni costiere, in quelle corazzate ed alpine, anche per il Genio e la Sanità e gli altri Servizi, furono prescritte le mostreggiature sottopannate dai colori divisionali. Proprie insegne ebbero i Guastatori della Fanteria e le unità Chimiche divisionali.

5° Reggimento Artiglieria da Campagna Div. Superga (1^) Compagnia Genio 222^Div. Costiera Sussistenza per Divisioni Alpine Sanità Divisioni Motorizzate e Corazzate Guastatori Unità Chimici Divisionali Div. Cirene (63^) Reggimento Artiglieria per Divisione Paracadutisti Artiglieria Paracadutisti Genio Pionieri Paracadutisti
Nel 1944, durante la Guerra di Liberazione, l'Artiglieria Paracadutisti ebbe assegnata una sua mostreggiatura, la quale non differiva sostanzialmente da quella già in uso se non per la dimensione della pipa, di formato ridotto e per il fatto di essere divenuta una mostreggiatura in se anzichè una pipa sottopannata. La mostreggiatura, oggi soppressa, nel dopoguerra venne portata dai Reggimenti (33°) e dai Gruppi di supporto delle Brigate "Gorizia" e "Trieste" della Divisione Meccanizzata "Folgore"(21°, 33°, 46°, 184°). L'ultima della fila è la mostreggiatura che ha portato la Compagnia Genio Pionieri Paracadutisti dalla costituzione (1975) fino alla riconversione in unità Guastatori.

Sempre durante la Guerra di Liberazione, molte unità che erano schierate a Sud furono riordinate con compiti diversi a carrtere logistico e di Sicurezza Interna. Ebbero insegne particolari di forma romboidale. Qui riprodotte le mostreggiature dei Comandi di Grande Unità, dei Battaglioni Quartiermastro, delle unità della Sesta Armata, della Polizia Militare e dei Battaglioni Guardie.

Comandi di Grandi Unità Battaglioni Quartiermastro Polizia Militare Battaglioni Guardie

CORPI E SERVIZI

Mostreggiature diverse si alternarono ai baveri delle Uniformi dei Corpi e dei Servizi del nostro Esercito. L'attuale Arma dei Trasporti e dei Materiali, nata come Servizio Automobilistico, debutto con delle pipe nocciola, trasformate negli anni trenta nelle fiamme nere in campo azzurro. L'Amministrazione, che oggi è tuttuno con il Commissariato, portava le pipe nere filettate di azzurro e l'opposto proprio i Commissari che successivamente indossarono le pipe viola. La Sussistenza aveva la sua pipa celeste.
La Giustizia Militare finchè ha indossato l'Uniforme, aveva delle mostreggiature rettangolari nere filettate d'oro.

Servizio Automobilistico Amministrazione Commissariato Commissariato (nuovo tipo) Sussistenza Giustizia Militare

Discorso a se va fatto per i Servizi Tecnici, costituiti dopo la Seconda Guerra Mondiale. Prima di essere unificati nel Corpo degli Ingegneri, ciascun Servizio aveva la sua mostreggiatura costituita da una mostrina rettangolare nera filettata dei colori del propri del Servizio.

Servizio Tecnico d'Artiglieria Servizio Tecnico del Genio Servizio Tecnico Geografico Servizio Tecnico della Motorizzazione Servizio Tecnico Chimico Fisico Ufficiale del Corpo di Stato Maggiore Ufficiale di Cavalleria in Servizio di Stato Maggiore

Gli Ufficiali del Corpo di Stato Maggiore portavano degli alamari simili a quelli oggi in uso. Gli Ufficiali che invece erano in Servizio di Stato Maggiore presso Enti diversi dallo Stato Maggiore del Regio Esercito, ad esempio il Capo di SM di una Divisione, indossavano sulle Mostreggiature d'Arma degli alamari più piccoli. Tale sistema restò in uso fino ai primi anni ottanta.

Il riordino dell'Arma di Cavalleria avvenuto ai primi del 2000, ha portato al transito dall'Arma di Fanteria a quella di Cavalleria appunto, della Specialità della Fanteria Carrista, oggi Carristi dell'Arma di Cavalleria.
Alla specialità Carristi della Fanteria sono state legate una serie di mostreggiature che hanno caratterizzato i reparti delle grandi unità corazzate e che sono state soppresse dal 1° gennaio 2000. Loro distintivo era il sottopanno azzurro. La mostrina d'Artiglieria invece è divenuta l'insegna specifica dei reparti semoventi.
Eliminata dalla trasformazione delle compagnie pionieri in guastatori la mostrina del Genio per Truppe da Montagna.
Nel quadro della riforma che ha visto passare anche l'Aviazione dell'Esercito nelle fila della Cavalleria, anche le relative insegne sono state ridisegnate e la prima mostreggiatura già dell' Aviazione Leggera poi Aviazione dell'Esercito è stata sostituita da una nuova insegna.

Genio pionieri per truppe corazzate Genio guastatori per truppe corazzate Trasmissioni per truppe corazzate Sanità per truppe corazzate Amministrazione e Commissariato per truppe corazzate Genio per truppe alpine Aviazione dell'Esercito

Nel 2002 è la volta del Corpo di Amministrazione e Commissariato ad essere ridisegnato e le mostreggiature precedenti vengono sostituite da una nuova insegna unificata.

Corpo di Amministrazione e Commissariato dell'Esercito Corpo di Amministrazione e Commissariato dell'Esercito per B. Granatieri Corpo di Amministrazione e Commissariato dell'Esercito per Truppe Alpine Corpo di Amministrazione e Commissariato dell'Esercito per Aviotruppe

 

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